Questa coppa in ceramica, databile tra il III e il I secolo a.C., rappresenta un tipico esemplare di vasellame d’uso quotidiano nell’antichità, impiegato per il consumo di liquidi come vino o acqua. La sua forma semisferica e la presenza di un’unica ansa arcuata suggeriscono un’ergonomia pensata per una presa sicura, facilitando l’utilizzo anche con una sola mano.
L’argilla utilizzata per la realizzazione della coppa mostra una grana piuttosto grossolana, caratteristica di una produzione non particolarmente raffinata, ma robusta e funzionale. La superficie presenta un’alterazione cromatica tendente al beige con sfumature più scure, esito del naturale processo di invecchiamento e di esposizione agli agenti atmosferici.
Con un diametro massimo di circa 12 cm, paragonabile a una piccola scodella, e un’altezza di 6 cm, la coppa mostra evidenti segni di usura e frammentazione, con parti mancanti lungo il bordo. Nonostante le lacune strutturali, il manufatto conserva la sua forma originaria, testimoniando l’abilità degli artigiani antichi nella lavorazione della ceramica.
Grazie alla digitalizzazione 3D, è stato possibile ottenere un modello virtuale dettagliato, utile per la conservazione digitale, la produzione di repliche tattili e la fruizione didattica. Questo processo consente di preservare l’integrità morfologica del reperto, rendendolo accessibile a studiosi e visitatori attraverso strumenti innovativi di realtà aumentata e stampa 3D.
