Il Progetto MAVA (Metodologie di Acquisizione, Valorizzazione e Archiviazione) nasce con l’intento di sperimentare e integrare diverse tecnologie per il rilievo, la documentazione e la divulgazione del patrimonio archeologico, con particolare riferimento ad alcuni casi studio sul territorio abruzzese. L’iniziativa si colloca nel solco delle più recenti tendenze di ricerca e applicazione nel campo della digitalizzazione e valorizzazione dei Beni Culturali, con l’obiettivo di:
- Rafforzare l’internazionalizzazione e la cooperazione tra enti di ricerca, istituzioni culturali e operatori pubblici/privati nel settore dei Beni Culturali.
- Ottenere rilievi accurati e dettagliati delle aree archeologiche di interesse, integrando tecniche diverse (drone, fotografia immersiva 360°, laser scanner 3D, fotogrammetria);
- Restituire i dati rilevati in formati fruibili e versatili (nuvole di punti, modelli 3D, rilievi fotografici sferici) per applicazioni di realtà virtuale (VR) o aumentata (AR), nonché per la stampa 3D e la condivisione web;
- Offrire una piattaforma di consultazione e di condivisione dei risultati aperta alla comunità scientifica e al grande pubblico;
- Sviluppare percorsi didattici, sonori e interattivi, in grado di arricchire l’esperienza di visita di un sito archeologico, sia fisica sia virtuale;
- Rafforzare l’internazionalizzazione e la cooperazione tra enti di ricerca, istituzioni culturali e operatori pubblici/privati nel settore dei Beni Culturali.
Metodologie e tecnologie di rilievo
Rilievo tramite drone
Il primo strumento di acquisizione previsto nel Progetto MAVA è il rilievo aereo con drone, particolarmente utile per l’osservazione e la documentazione di aree archeologiche a scala territoriale o per siti di grande estensione. Nel progetto, il drone viene pilotato in modalità automatizzata e manuale, con controller a corto raggio o in collegamento a un sistema remoto più complesso. Le fotocamere montate sotto il velivolo consentono di acquisire foto e video di alta qualità, immediatamente restituibili in formati tridimensionali condivisibili in diretta su piattaforme web o social.
Rilievo laser scanner 3D e fotografico
La tecnologia laser scanner 3D, integrata con rilievi fotografici ad alta risoluzione, completa il quadro di documentazione consentendo la realizzazione di nuvole di punti ad alta densità e modelli tridimensionali texturizzati. Nel progetto MAVA si utilizzano due tipologie di laser scanner 3D:
- Short Range (ad alta precisione, breve distanza): adatto alla digitalizzazione di reperti archeologici di piccole o medie dimensioni (ad es. statue, frammenti).
- Lungo/Medio Raggio: per rilievi architettonici e territoriali (muri, edifici antichi, scavi stratigrafici di ampia estensione).
Le fasi principali del rilievo includono:
- Acquisizione delle nuvole di punti: per ciascuna scansione, si registrano coordinate (x, y, z) e valori di riflettanza o di colore (RGB) associati;
- Allineamento e registrazione: unione delle singole scansioni (coarse/fine Registration) mediante target (sfere catarifrangenti) o algoritmi di riconoscimento di feature comuni;
- Merging: fusione finale delle nuvole in un unico modello unito, riduzione del rumore e generazione di mesh tridimensionali;
- Texturizzazione: proiezione delle immagini fotografiche ad alta definizione sulla mesh finale, al fine di ottenere un modello 3D fotorealistico.


Rappresentazione in realtà virtuale (VR) e aumentata (AR)
Le nuove tecnologie di VR e AR consentono forme di fruizione immersiva e interattiva del patrimonio archeologico, avvicinando il grande pubblico ai contenuti culturali in modo dinamico e coinvolgente.
- Realtà Aumentata (AR): sovrappone elementi digitali (testi, immagini 3D, animazioni) all’ambiente reale, fruibili tramite smartphone, tablet o visori dedicati (smart Glasses). Ciò permette di integrare informazioni aggiuntive direttamente sugli oggetti o sui reperti, facilitando la comprensione del contesto storico e archeologico.
- Realtà Virtuale (VR): crea completamente ambienti simulati, in cui l’utente è immerso grazie a visori specifici (es. Oculus). Nel progetto MAVA, i modelli 3D derivati dalla scansione e dal rilievo fotogrammetrico vengono elaborati per offrire ricostruzioni virtuali di siti archeologici, nonché scenari storici verosimili basati sulla ricerca archeologica e documentaria.
Questi approcci trovano particolare rilevanza in ambito didattico e divulgativo, consentendo:
- Visite virtuali di aree archeologiche non accessibili fisicamente per motivi di conservazione o sicurezza;
- Ricostruzioni storiche immersive di edifici, stratigrafie e reperti (secondo i principi stabilità, fra l’altro, dalla Carta di Siviglia e dal concetto di “archeologia virtuale”);
- Supporti interattivi a distanza per persone con disabilità motorie o sensoriali, rendendo i Beni Culturali fruibili a un pubblico più vasto e inclusivo.
Stampa 3D
Le tecnologie di stampa 3D rappresentano un ulteriore passaggio nel processo di valorizzazione e tutela del patrimonio, poiché consentono di materializzare copie fisiche di reperti e siti archeologici partendo dai modelli digitali. I principali impieghi all’interno del Progetto MAVA includono:
- Repliche realistiche di opere d’arte o di manufatti archeologici, utili per:
- Esposizioni museali interattive;
- Mostre temporanee e itineranti;
- Percorsi tattili per ipovedenti e non vedenti;
- Restauro virtuale e fisico: ricostruendo parti mancanti di un repertorio o sperimentando soluzioni conservatrici senza intervenire direttamente sull’originale;
- Merchandising museale: oggetti-ricordo o gadget stampati in 3D possono contribuire alla diffusione e alla conoscenza del Bene;
- Didattica: laboratori scolastici in cui gli studenti manipolano i modelli fisici e si avvicinano alle tecniche di stampa 3D.
Il flusso di lavoro tipico prevede l’acquisizione digitale con laser scanner o fotogrammetria, l’elaborazione del modello e la trasformazione di quest’ultimo in un formato compatibile con le stampanti 3D. Una volta stampate, le repliche possono essere colorate, rifinite o assemblate, a seconda delle esigenze espositive o conservatrici. Oltre a migliorare l’accessibilità fisica e cognitiva del patrimonio, queste metodologie creano una banca dati 3D utile al monitoraggio nel tempo dello stato di conservazione dei manufatti originali.
Percorsi sonori
Tra gli aspetti più innovativi del progetto figura la realizzazione di percorsi sonori in alcune aree archeologiche abruzzesi. L’idea è di arricchire l’esperienza di visita con un filo conduttore sonoro che guida il visitatore.
Lo scopo è attivare una dimensione emotiva che si affianchi alla componente più rigorosamente storico-scientifica, facendo della visita al sito un’esperienza sinestetica. La “colonna sonora” del luogo, rievocando suoni ancestrali o associati alla quotidianità dell’epoca, arricchisce la comprensione e l’immersione del visitatore nella storia.
Condivisione web e internazionalizzazione
La condivisione via web dei contenuti digitali è un elemento cardine del Progetto MAVA, che mira a rendere tali informazioni fruibili:
- A livello nazionale e internazionale, ampliando il potenziale pubblico e favorendo la cooperazione tra centri di ricerca, musei, soprintendenze e istituzioni culturali;
- Mediante piattaforme web in grado di gestire grandi volumi di dati 3D, file multimediali e percorsi interattivi;
- Con diverse modalità di accesso, da una base gratuita per la consultazione a servizi di approfondimento a pagamento (tour personalizzati, contenuti ad altissima risoluzione, visite guidate virtuali).
