Accuratezza punto in 3D: 0.026 mm a 25cm.
Risoluzione 3D: 0.072 mm.
Distanza di acquisizione: 0.25 m
Fibula in bronzo laminato e inciso, risalente all’VIII-VII sec. a.C..
L’oggetto appartiene alla tipologia delle fibule a sanguisuga vuota, caratterizzata da una struttura arcuata e decorazioni incise lungo la superficie esterna. Il motivo ornamentale è composto da fasci di linee trasversali, disposti secondo uno schema a spina di pesce. Al centro, in posizione laterale rispetto alla fascia longitudinale, si trovano due cerchietti incisi con punto centrale. Questa tipologia è documentata in diversi contesti archeologici, con confronti significativi a Tivoli e Pratica di Mare (Civiltà del Lazio Primitivo, Roma 1976, tav. XXXVI, C, cat. 64, 2A; tav. LXXVIII, T. LXII, cat. 100). Secondo R. Peroni (BPI, LXXV, 1966, pp. 175 ss.), fibule di questo genere si collocano nella II fase della I Età del Ferro, tra il 775 e il 750-734 a.C.
Lunga 5,2 cm, con un’altezza di 3,2 cm e una larghezza dell’arco di 2,2 cm, dimensioni paragonabili a quelle di una comune graffetta metallica, la fibula è pervenuta in cattivo stato di conservazione. Sono mancanti l’ardiglione, la staffa e la molla, compromettendo la funzionalità originaria dell’oggetto. Tuttavia, la struttura principale e la decorazione incisa sono ancora ben leggibili, consentendo di riconoscerne chiaramente la tipologia e il contesto cronologico.
In questa pagina web è possibile seguire il processo di digitalizzazione tridimensionale del reperto, che ne ha permesso la ricostruzione virtuale nei minimi dettagli. Il modello 3D, ottimizzato per la stampa tridimensionale, consente la realizzazione di una replica tattile, favorendo la comprensione e la divulgazione scientifica del manufatto.
